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Il Ristorante

Ristorante 433 a Roma Piazza Navona Governo Vecchio

Cucina romana e mediterranea

Il Ristorante 433 si trova nel cuore di Roma, a via del Governo Vecchio 123.In questo locale è possibile gustare un menù a base di cucina italiana, mediterranea rivisitata ma senza mai allontanarsi dai sapori originali delle pietanze.

Dagli antipasti al piatto, alla pasta fatta in casa, alle carni selezionate di provenienzadanese, ai dolci rigoramente freschi e fatti dalla casa è specialmente il nostro tiramisùall’arancio, è il posto perfetto per una pausa pranzo o una rilassante cena nella città eterna.

Buona la lista dei vini o una ottima birra è sempre a vostra disposizione


Straordinaria scenografia urbana, ​Piazza Navona​ è uno dei luoghi più celebri della città. Lasua caratteristica forma ovale ricalca direttamente l’antico perimetro del sottostante ​stadiodi Domiziano​. Costruito dall’imperatore Domiziano prima dell’86 d.C., lo stadio era utilizzatoper gare ginniche e, insieme a un vicino ​Odeon​ destinato a gare e prestazioni musicali,veniva a costituire un vero e proprio complesso sportivo-culturale

Straordinaria scenografia urbana, ​Piazza Navona​ è uno dei luoghi più celebri della città. Lasua caratteristica forma ovale ricalca direttamente l’antico perimetro del sottostante ​stadiodi Domiziano​. Costruito dall’imperatore Domiziano prima dell’86 d.C., lo stadio era utilizzatoper gare ginniche e, insieme a un vicino ​Odeon​ destinato a gare e prestazioni musicali,veniva a costituire un vero e proprio complesso sportivo-culturale

Lungo 275 metri e largo 106, lo stadio potevacontenere fino a 30.000 spettatori. Alcuni resti delle imponenti costruzioni sono ancoravisibili in un palazzo in piazza di Tor Sanguigna o negli ambienti sotterranei della chiesa diSant’Agnese in Agone​. A partire dal Quattrocento la zona intorno alla piazza cominciò asvilupparsi, con la costruzione di chiese, ospedali, ospizi e palazzi nobiliari. Le case e le torrimedioevali, edificate sulle gradinate dello stadio romano fin dal XIII secolo, furono sostituite e trasformate negli edifici rinascimentali e poi in quelli barocchi, in un continuo e affascinanteprocesso di stratificazione che ha conferito alla piazza l’inconfondibile aspetto attuale.

Il nome della piazza deriverebbe dai giochi ‘agonali’ (gare ginniche) che vi si tenevano ma,probabilmente, potrebbe riferirsi all’usanza, sopravvissuta fino all’Ottocento, di allagare ilfondo concavo per le sfilate degli equipaggi dei prelati e dei principi ad agosto, in ricordodelle antiche ‘naumachie’ (battaglie navali). In queste occasioni, i banchi del mercato rionaleche vi era tradizionalmente ospitato venivano rialzati da terra, in modo da consentirel’allagamento. La piazza ospitava inoltre feste e processioni: il Duca Valentino nel 1500 vicelebrò il proprio trionfo in veste di Cesare, gli Spagnoli introdussero il tradizionale sparo di‘mortoretti’ per la processione di Pasqua, si cominciò a giocare alla ‘cuccagna’.

Piazza Navona, vicina al Ristorante 433

Castel Sant'Angelo, vicino al Ristorante 433

Il nostro ristorante 433 e a due passi da Castel Sant’Angelo che ha iniziato dall’imperatoreAdriano nel 125 quale suo mausoleo funebre, ispirandosi all’ormai completo mausoleo diAugusto, fu ultimato da Antonino Pio nel 139.Venne costruito di fronte al Campo Marzio alquale fu unito da un ponte appositamente costruito, il Ponte Elio. Il mausoleo era compostoda una base cubica, rivestita in marmo lunense, avente un fregio decorativo a teste di buoi(Bucrani) e lesene angolari. Nel fregio prospiciente il fiume si leggevano i nomi degli imperatori sepolti all’interno. Sempre su questo lato si presentava l’arco d’ingresso intitolatoad Adriano, il dromos (passaggio d’accesso) era interamente rivestito di marmo giallo antico.

Il nostro ristorante 433 e a due passi da Castel Sant’Angelo che ha iniziato dall’imperatoreAdriano nel 125 quale suo mausoleo funebre, ispirandosi all’ormai completo mausoleo diAugusto, fu ultimato da Antonino Pio nel 139.Venne costruito di fronte al Campo Marzio alquale fu unito da un ponte appositamente costruito, il Ponte Elio. Il mausoleo era compostoda una base cubica, rivestita in marmo lunense, avente un fregio decorativo a teste di buoi(Bucrani) e lesene angolari. Nel fregio prospiciente il fiume si leggevano i nomi degli imperatori sepolti all’interno. Sempre su questo lato si presentava l’arco d’ingresso intitolatoad Adriano, il dromos (passaggio d’accesso) era interamente rivestito di marmo giallo antico.

Al di sopra del cubo di base era posato un tamburo realizzato in peperino e in operacementizia (opus caementicium) tutto rivestito di travertino e lesene scanalate. Al di sopra diesso vi era un tumulo di terra alberato circondato da statue marmoree (ce ne restanoframmenti). Il tumulo era, infine, sormontato da una quadriga in bronzo guidatadall’imperatore Adriano raffigurato come il sole posto su un alto basamento o, secondo altri,su una tholos circolare. Attorno al mausoleo correva un muro di cinta con cancellata inbronzo decorata da pavoni, due di essi sono conservati al Vaticano.

All’interno pozzi di luce illuminavano la rampa elicoidale in laterizio rivestita in marmo checollegava il dromos alla cella posta al centro del tumulo. Quest’ultima, quadrata edinteramente rivestita di marmi policromi, era sormontata da altre due sale, forse anche esseutilizzate come celle sepolcrali.

Il Mausoleo ospitò i resti dell’imperatore Adriano e di sua moglie Sabina, dell’imperatoreAntonino Pio, di sua moglie Faustina maggiore e di tre dei loro figli, di Lucio Elio Cesare, diCommodo, dell’imperatore Marco Aurelio e di altri tre dei suoi figli, dell’imperatore SettimioSevero, di sua moglie Giulia Domna e dei loro figli e imperatori Geta e Caracalla.

Il mausoleo ha preso il suo nome attuale nel 590. In quell’anno Roma era afflitta da unagrave pestilenza, per allontanare la quale venne organizzata una solenne processionepenitenziale cui partecipò lo stesso papa Gregorio I. Quando la processione giunse inprossimità della Mole Adriana, il papa ebbe la visione dell’arcangelo Michele che rinfoderavala sua spada.

La visione venne interpretata come un segno celeste preannunciantel’imminente fine dell’epidemia, cosa che effettivamente avvenne. Da allora i romanicominciarono a chiamare Castel S. Angelo la Mole Adriana e a ricordo del prodigio nel XIIIsecolo posero sullo spalto più alto del Castello un angelo in atto di rinfoderare la spada.Ancora oggi nel Museo Capitolino è conservata una pietra circolare con impronte dei piediche secondo la tradizione sarebbero quelle lasciate dall’Arcangelo quando si fermò perannunciare la fine della peste.